Pietro Malavolta

Pietro Malavolta

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PIETRO MALAVOLTA

L’artista Pietro Malavolta è nato ad Ascoli Piceno nel 1958, vive a Folignano (AP).
Ha intrapreso la carriera artistica da oltre 30 anni. Svolge la professione di insegnante presso un Istituto di Istruzione Superiore di Ascoli P.
La sua arte è ricerca dell’essenziale per esprimere realtà e sentimenti.
Ha allestito numerose mostre personali e collettive in Italia e all’estero, fra cui la mostra itinerante in omaggio a Michelangelo Antonioni: Lumina2 - Michelangelo Antonioni - “Architetture della visione”.
Nel 2012 ha ricevuto il prestigioso Premio della Critica dell’Accademia Internazionale Francesco Petrarca in Campidoglio e il Premio Speciale a Montecitorio in Roma.
Nel mese di maggio 2013 l’Accademia Internazionale di Arte Moderna di Roma gli ha conferito il 1° Premio con medaglia d’oro per la sezione scultura.



La sua produzione oscilla tra “sbalzi” in rame e ottone, “tutto-tondi” in legno, ottone, bronzo, ferro, e pietra. Il bassorilievo a “sbalzo” è potenziato nella raffigurazione da elementi metallici che disegnano la forma con effetti pittorici, per divenire espressione partecipata, accentuando le parti essenziali della configurazione; perviene in tal modo ad una stilizzazione che non perde di vista la realtà normale, rilevando la storicità nella coscienza di una attuale osmosi fra Figurazione ed Astrattismo.
Certo, Malavolta non ha frequentato Accademie e non dà saggi di perizia imitativa. Ma questo depone a suo favore; difatti non potrà trincerarsi dietro titoli, né correre il rischio di innamorarsi della sua “mano” e cadere nel luogo comune della bravura.
D. Pierpaoli



Le opere del Malavolta sono il segno costante di costanti emozioni.
Cogliere gli stati d’animo, le impressioni, dare forma e corpo ai pensieri, servirsi della materia e, a volte, anche del colore, per sottolineare l’essenziale senza perdersi in inutili particolari.
La delicatezza delle forme, il segno sicuro e deciso e la sintesi espressiva, danno la misura dell’equilibrio e delle notevoli capacità dell’artista.

Vito Cracas, critico d’arte



Sentire l’energia della materia, mettere a prova la sua resistenza e flessibilità alla modellazione, percepire la nobiltà dei materiali, piegare, osservare, plasmare, attraverso l’azione dell’uomo e le forze della natura (acqua e fuoco) possono modellare i materiali per dare una forma che possa contenere l’anima di un volto, di uno sguardo.
Per Malavolta, inseguire le emozioni è una necessità da comprimere in pochi particolari: volti essenziali ed immobili sembrano osservare e sentire le emozioni di chi “guarda” in un intimo segreto codice dell’anima.
I lineamenti delle forme si fondono con le curve in un’armonia di linee e toni chiaroscurati dalla luce, raccontano il bisogno umano di appartenere a qualcosa…ad una forma. Uno strano magnetismo avvolge l’Opera, un’alchimia che si realizza nel più assoluto silenzio…dà voce d’anima alle nostre insicurezze, ricerca alle nostre risposte.

Prof. Alfredo Pasolino
Il punto di transizione tra l’aspetto cosciente e quello subcosciente della psiche umana in chiave artistica, viene affrontato da Pietro Malavolta nella mostra intitolata NEURON Art. Le vie della dissoluzione, in cui l'artista, adempie alla descrizione dei propri stati interiori indipendentemente dalle matrici intellettuali di riferimento. Un processo psicocreativo finalizzato a scavare in profondità sino a riportare in superficie elementi individuali altrimenti rimossi dal tempo storico in cui si trovano ad operare. La ratio è ancora la struttura di partenza congelata da Pietro Malavolta, decano d’un simbolismo metafisico in cui la lezione dell’astrazione post-cubista novecentesca deforma la realtà al limite d’un arcaismo stilizzato. Ancora la forma gioca il suo ruolo dominante mentre il colore è semplicemente la risultante della luce, dei vuoti e del senso scultoreo in cui la plasticità contrasta gli spazi e la materia prevarica sullo spirito.
Dott. Andrea Domenico Taricco



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