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Analizzando i disegni, le grafiche, i collages, le tempere, gli smalti, i lavori ad olio, le opere digitali e i video di Erminio Di Camillo, sono stato colpito, immediatamente, dalla molteplicità dei linguaggi e delle tecniche, dalla varietà e vivacità dei segni e dei colori.
Tutto appariva come il frutto di un’applicazione e di un temperamento improntati alla necessità ed agli impulsi del momento, quasi un incandescente ed inarrestabile flusso creativo.
Questa sensazione subitanea, contrastava però con la parola, i movimenti ed il tono pacato e riflessivo delle considerazioni dell’artista. Allora, ho avuto, come si dice, una pausa di riflessione, e cercando qualche reminiscenza, nell’ambito delle mie letture, ho pensato alle teorie del filosofo della scienza Paul Feyerabend ed al nucleo teorico della sua principale opera, fondato sulla convinzione secondo cui non esiste alcun «metodo» o «regola unica» che stia alla base di ogni attività progettuale, specie di quella artistica e culturale. Gli uomini intelligenti non si lasciano condizionare da norme, regole prestabilite e «metodi razionali», ma sono possibilisti e pronti ad utilizzare mezzi mentali ed attitudini creative che, all’interno di un particolare contesto, dimostrano di essere i più idonei al raggiungimento del proprio fine.
A questo punto i lavori di Erminio Di Camillo hanno assunto un significato chiaro ed evidente, in linea con il suo quotidiano impegno di geniale ed esperto operatore mediatico che, dopo aver praticato tutte le tecniche classiche dell’arte grafica, ha sperimentato, in campo artistico, con grande apertura mentale e profondo senso del rinnovamento, le nuove metodiche ed i nuovi materiali. È stato uno dei primi in Italia ad usare la «computer art», realizzando lavori di grande complessità e di grande effetto, apprezzati da collezionisti e operatori del settore.
Tali applicazioni, però, non sono servite a limitare, né a inaridire il talento e le facoltà immaginative dell’artista pescarese, ma sono state recepite ed utilizzate per esaltare le doti umane e creative dell’uomo e dell’artefice.
In una realtà storico-sociale nella quale tutto appare fluido, incerto ed insicuro, il campo della immaginazione e della poesia diventa quasi il rifugio che consente all’artista di mettersi al riparo di una società edonistica e mercantile, dove ogni cosa, ogni funzione è precisamente connotata e prezzolata.
In questa condizione, egli risponde con opere che portano «senza titolo», così come fa Di Camillo, non solo per aderire pienamente al senso di indeterminazione e di precarietà dei tempi correnti, ma anche per preservare i suoi lavori da qualsiasi tentazione mondana e utilitaristica.
L’artista pescarese scommette tutto sull’interdisciplinarità e sulla multimedialità, sull’abbandono di ogni sorta di formalizzazione tradizionale, in quanto il linguaggio non è il fine, ma il mezzo per una nozione rinnovata di arte, destinata, secondo Martin Heidegger, non tanto a mostrare, quanto ad istituire la verità dell’ente e, quindi, il senso autentico delle cose e della vita.
Le ultime ricerche di Di Camillo, in sodalizio artistico con il figlio Luca, sono rivolte alla realizzazione di video-art di Alta Qualità 3D, che possono essere visualizzati in 2D/3D su schermi TV, PC, Tablet, iPhone, ecc.
Notevole è la produzione di Alta Moda che sta riscontrando ampio successo per la qualità e la bellezza inedita dei suoi disegni.
Di Erminio Di Camillo si sono interessati organizzazioni museali internazionali quali Solomon R. Guggenheim Museum, The Metropolitan Museum of Art, Saatchi Gallery, ecc.
Nicola Costanzo



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